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Tag: oltrepassaparola

Mangiafuoco

In un punto di mondo, ad est dell’equatore, in un giorno di mondo illuminato dal sole, una carta scolorita s’invola. Nessuno sa da dove si muova né perché. Arrivata ai piedi di un mangiafuoco, rischia di essere bruciata, ma non temendo fine alcuna, s’arresta e si mette in gioco. Fili

Presente

Capita anche a te? Sei vivo. Così ti ha detto il maestro. Ti muovi. Ma potresti anche stare fermo, ti ha detto il maestro. Cerchi di non pensare, perché il maestro ti ha detto “Vivi il presente e non pensare”. E più cerchi di non pensare, più vedi arrivare i

Lessico

La casa si trovava a Torsogno, un paese con una sola casa, quella. Una sola torre, quella della casa. Una sola famiglia, quella che l’abitava. La mia. Mio padre aveva viaggiato per anni, trafficato armi, opere d’arte e cambiato diversi lavori, ma alla fine aveva scelto di formare la sua

CambiaVento

La carovana arriverà, sì che arriverà. Arriva sempre. Ma il suo viaggio, questa volta, sarà lungo e sarà largo. Tu non temere, perché arriverà. Il vento la lascerà passare e le voci si abbasseranno. Trattenendo il respiro d’emozione, lo spettacolo della carovana ricomincerà. Tu l’aspetterai per tutto il tempo, inginocchiata

EvoTre

[…] Ma sai, un tempo sapevamo leggere.  Leggere?  Sì, leggere. Parlami di come si fa a leggere.  È un’operazione affascinante, in verità. I libri erano come quelli che abbiamo ancora.  Con le pagine?  Con le pagine.  Pagine scritte?  Pagine scritte.  E dunque, cos’è cambiato?  Le pagine si leggevano.  E che

EvoDue

[…] Ma sai, un tempo avevamo la fretta.  Fretta?  Sì, fretta.  Parlami della fretta.  Serviva a vivere di più. Così ce la raccontavamo, la fretta, quando mancava il fiato. Sapevamo di avere un tempo lineare a disposizione, fatto di attimi chiamati secondi. Li contavamo e cercavamo di usarli nel modo

EvoUno

Ma sai, un tempo avevamo la bocca.  Bocca?  Sì, bocca.  Parlami della bocca.  Serviva proprio a parlare.  Davvero? Ma… era un oggetto?  No, era una parte del nostro viso. Serviva a comunicare, mangiare… baciare… sorridere. Era importantissima, la bocca.  E perché ora non l’abbiamo?  Perché a un certo punto le

Immensità

Nella linea più piccola della più piccola mano. Nel soffio più sottile del più sottile respiro. Nella parola più breve del più breve racconto. Nell’essere più minuscolo del più minuscolo Essere. Nella risposta più misteriosa della più misteriosa domanda.  

Sorte

Torna alla casella 1. Tiro il dado. La sorte ammicca. “Vieni con me” sussurra, bellissima. Torna alla casella 1. Sono nella casella 1 ormai da un po’. Non mi sono più mosso. Ho continuato a tirare il dado, sperando di potermi spostare altrove. Torna alla casella 1. La casella 1

Mamma

Non voglio donarti una rosa, ma ricordarti il profumo che avevano i fiori quando sono nata. Non voglio regalarti una vacanza al mare, ma ricordarti il suono evocativo delle onde. Onde talvolta contrapposte, ma più spesso in fluida complicità. Non voglio prometterti un futuro di gioia continua, ma ricordarti i