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Parole Favolose

Semplice

Vero è che i racconti delle persone più semplici, apparentemente troppo semplici, riemergono alla coscienza come i più interessanti che si possano ascoltare. Sarà perché chi li esprime lo fa con sentimento puro, che sia di gioia o di sconforto. Sarà perché i semplici usano

Normalità

Un tempo si accendevano discussioni di ogni tipo, per lo più incentrate su questioni relative alla normale quotidianità. La freschezza del latte. La consistenza del pane di giornata. Il lezzo del pesce morto. L’ipotesi di un accordo tra cane e gatto. L’incomprensione di linguaggi differenti. 

Opportunità

Stamane rifletto davanti a uno specchio. Mi sembra evidente, rifletto, che riflettere di fronte a una superficie riflettente generi profonde riflessioni. Guardarsi dentro. Ci vuole tempo per farlo. O uno specchio. Cosa ci faccio davanti a uno specchio. Quel che faccio ogni giorno. Il quotidiano

Sipario

Da quanto tempo non piangevi.  Entri in un teatro. L’ultimo. Si chiude signori. Da domani il teatro rimarrà un faro. Spento. Il sipario si muove come un’onda che non vuol arrivare alla spiaggia. Lambire il pianto liberatorio, che dapprima è estasi discreta e quasi sopita

Metàluna

Mentre la marchesa spalancava le finestre del suo palazzo incastonato nel cuore della città e si specchiava nel cielo rifacendosi il trucco, Mr. Parkinson studiava nei sotterranei bui una formula per annientare il virus che stava sterminando gli umani.  Mentre un bambino fissava una foglia

Retrovisione

Ci sono storie che non so ma che sono costretto a raccontare. Sono stato costretto a scrivere di lei. È rimasta tutto il tempo davanti alla finestra di casa mia. Chiusa dentro un’auto vecchia. Vecchia più di lei. Il finestrino abbassato. Il telefono appoggiato al

Orecchio

Un orecchio che non sente, sente tante cose. Sente il suono del silenzio. Sente il vuoto della vertigine che echeggia ad ogni passo sulla terra. Sente il labirinto percorso dai pensieri. Sente il buio che è diverso da come si fa vedere. Sente un certo

Agenda

L’uomo con i baffi di gelato guidava verso casa. Doveva andare a prendere la pillola della pressione. L’agenda elettronica gli aveva elettronicamente ricordato l’appuntamento quotidiano. Come ogni giorno, lui poteva permettersi di dimenticarlo, perché glielo ricordava lei. Pillola pressione. Luogo suggerito: Via Emilia 126, 43121

Fermo

Fermo. Fermo come il caldo d’estate. Fermo. Tra il mezzogiorno e le tre. Tutto è fermo. Compreso tu. Disteso sul divano. Guardi la stanza. Fermo. Tutto è fermo. Tranne la luce. Una luce limpida che gioca con gli oggetti della casa mostrandoti tutte le geometrie