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Ascesa

Camminavo sulla spiaggia una notte in pieno giorno. La sabbia era filante di zucchero e il mare con le sue lingue salate leccava i miei piedi dolciastri onde andava a risucchiar pensieri granulosi. In quale notte del mondo sono capitata? In questa notte illuminata, inizio a muovere i primi passi incerti e camminando giungo a una porta. La apro. Una scala. Ascendo. Continuo così, portata da porta a porta, salendo strade e scale. Incontro stanze di mondo vissuto. Amici, conoscenti, estranei. C’è vita ovunque. Le attraverso tutte raccogliendo i pensieri depositati lì dal mare. Brezza della giornata notturna che sto vivendo, mentre una voce in lontananza recita un lungo mantra sanscrito. Non sentendo lo sto vivendo. Giunta in alto poso gli occhiali per riposare gli occhi. La mia maestra di ali domanda “E ora, sei pronta a volare?”. Ero bambina quando accadde l’ultima volta da lassù. Mi ero lasciata cadere, planando con gioia pura sul pianeta terra. Rimasi lì a lungo, intrappolata dalla gravità della vita. Ora, altrettanto lieve, mi preparo al volo e come stella nascente mi lascio andare cadente verso l’antico suolo. 

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